Comunicati StampaL’anima a nudo di Federico Vespa

L’anima a nudo di Federico Vespa

Federico Vespa e Carola Carulli – Foto Marco Nardo

Federico Vespa, coadiuvato dalla giornalista del TG2 Carola Carulli, ha presentato al Circolo Antico Tiro a Volo di Roma il suo libro edito da Piemme “L’anima del maiale – Il male oscuro della mia generazione”. Ha esordito rispondendo alla curiosità dei molti intervenuti in merito al titolo dal forte impatto spiegandolo in maniera schietta e diretta, rispecchiando fedelmente il suo carattere ed il suo approccio: “Avevo un insegnante al liceo che ci definiva porcellini, identificandoci con la categoria benestante, sebbene poco propensa all’impegno; da qui – prosegue – lo spunto del maiale, per rendere più incisiva e impattante la figura di un giovane ricco, benestante apparentemente senza problemi ma che, in realtà, è divorato dal vuoto nella sua parte più recondita e vulnerabile”. Il benessere, spiega Federico Vespa, esclude di suo la “necessità” e genera il “vuoto”, nel quale spesso il male di vivere rimbomba in maniera roboante: “Questo attiva nel ‘maiale’ la necessità di scavare all’interno della propria anima; scavare, tuttavia, porta alla luce vuoti emozionali, veri e propri black-out affettivi. Questa è la depressione che ho affrontato vent’anni fa e che oggi rappresenta, dal mio punto di vista, il male del secolo”. Ma qual è la differenza tra il malessere di allora e quello contemporaneo? “L’incidenza del male di allora è la stessa di oggi. Vent’anni fa potevamo accorgercene prima e meglio, oggi invece siamo pieni di distrazioni, tendiamo a nascondere sotto terra il problema che, comunque, prima o poi è destinato ad esplodere”. “Fortunatamente – prosegue Federico – la nostra generazione è più abituata a mettersi in discussione rispetto alla precedente. Farsi aiutare, non avere paura di farsi aiutare è l’unica soluzione. Bisogna diffidare da chi sottovaluta l’importanza del supporto di psicologi, professionisti, psichiatri. Chi ci scoraggia dall’investigare nel vuoto della nostra sofferenza non vuole il nostro bene”. In tutto ciò è fondamentale il dialogo tra scuola e famiglia e all’interno della stessa tra i genitori ed i figli, l’attenzione ai dettagli, alle variazioni dell’umore nei propri figli. La famiglia della nuova generazione digitale, conclude il giornalista e scrittore, ha un compito ben più arduo del passato, tutelare i propri figli dall’impatto dei social network che espone oggi più che mai al rischio del male oscuro.

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.