LA STORIA

Era il 28 aprile 1893 e proprio quel giorno un gruppo di distinti e raffinati personaggi varcava l’ingresso di una elegante costruzione in mattoncini rossi sul Lungotevere delle Navi.
Li aveva radunati la più prestigiosa delle inaugurazioni di quel periodo: la nuova sede del Tiro a Volo e li attendeva un confronto al massimo livello, dove avrebbero incrociato i loro preziosi fucili, con i migliori tiratori dell’epoca, per aggiudicarsi il cospicuo premio di Lire 5000.
Tra i presenti vi erano esponenti delle famiglie aristocratiche romane, come Odescalchi, Torlonia, Pignatelli, Altieri.

La Club House, nel suo prospetto con le due torrette era opera del prof. A. Amadori che l’aveva progettata sotto la supervisione del Principe Prospero Colonna, presidente del Circolo della Caccia e del principe Agostino Chigi, presidente della Società della Caccia alla Volpe.

Nel 1907, per pochi mesi il Tiro a Volo si traferì a Piazzale delle Muse, all’epoca tutto prati e declivi; ma, già dopo pochi mesi, trovò definitiva collocazione nell’adiacente via Eugenio Vajna.

Il doppio cambio di residenza non modificò il profilo tradizionale del precedente edificio ed anzi ne esaltò le gradevoli caratteristiche architettoniche, con le torrette di mattoncini rossi poste quasi a guardia della struttura.
L’importanza di questo comprensorio sportivo e sociale si confermò nei decenni successivi ed era tale che la gara del Tiro a Volo delle Olimpiadi del 1960 si svolse proprio in via Eugenio Vajna, da noi.
E in quella sede rimase fino a quando il Comune di Roma non ne richiese il trasferimento nella via Tiberina a causa dell’incompatibilità con lo sviluppo urbanistico dell’area e la relativa consistente crescita edilizia, con abitazioni civili e quindi con incremento della popolazione residente.

Ma, a ben guardare, la storia del Tiro a Volo è ancora più antica.

Lo sport nacque in Inghilterra ai primi del XIX secolo come alternativa al divieto di cacciare volatili selvatici.
Le prime gare di tiro al volo organizzate, vengono fatte risalire dallo storico sportivo statunitense Franck G. Menke, al 1832 anno di fondazione del Club dei Cacciatori dal Cappello a Cilindro; Hight Hats, appunto.
E trapshooting era denominata la prassi seguita dagli appassionati. In una piccola buca, coperta dal cappello a cilindro, veniva collocato il piccione. Con una funicella si rimuoveva il cappello che doveva essere indossato dal cacciatore prima di poter sparare. Questo tipo di pratica sportiva iniziò ufficialmente nel 1857 al Pigeons Club, primo circolo di tiro al piccione.

Nel percorrere la storia più recente del Tiro a Volo, non si può fare a meno di ricordare il ruolo determinante avuto dal Circolo nell’organizzazione, sotto l’egida della Federazione Italiana Tiro al piccione, nel 1930, del I° Campionato del Mondo di Tiro a Volo, dando il via ad una prestigiosa sequenza che si è protratta nel tempo.
E, sebbene la storia del tiro al piccione sia ricca di nomi di tiratori anglosassoni e statunitensi, il record mondiale è di un italiano, il marchese fiorentino Luigi Torrigiani.

Dopo il trasferimento in via Tiberina il vecchio edificio di Via Eugenio Vajna subì una fase di abbandono.
Questo processo fu interrotto all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso, quando un gruppo di lungimiranti imprenditori e professionisti si fece carico del suo rilancio, restituendo a nuova vita la vecchia struttura, rispettandone le originali caratteristiche e arricchendole, per conferirle maggiore e più moderna fruibilità.

La precedente attività non più ospitata in via Vajna, è stata sostituita da altre attività sportive, culturali e sociali che spaziano dal tennis al calcetto, al nuoto, al biliardo, alle conferenze, agli incontri culturali e sociali, alla beneficienza, tutte ormai collocate ai massimi livelli e riconoscimenti come attestano, per tutti, il Torneo Internazionale Femminile di Tennis ed i risultati conseguiti dalla seppur giovanissima squadra di nuoto agonistico.

La nuova vita del Circolo Antico Tiro a Volo, forte di una storia ultracentenaria, è ora proiettata al futuro che, come il suo passato, trae il suo slancio dallo spirito associativo che anima e lega i suoi Soci, consapevoli di appartenere ad una realtà di incomparabile bellezza e godibilità, ricca di potenzialità e di promettenti ulteriori sviluppi.